popislove ([info]popislove) wrote,
@ 2005-04-06 01:19:00
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Current music:Leonard Choen

Quando guardi quelli che leggi


A.M. Homes ha un viso tondo. Un viso che lascia intuire il fatto che sia grassottella. Gli occhi sono di quelli che fanno i buchi nei muri. Controllo la parete di fronte a quella dove stanno proiettando il filmato. Non pare scalfita, per ora. Jonathan Lethem invece ha un vestito scuro. Sembra uno di Scientology. Con le idee e le paranoie di Philip Dick. O uno di quelli che girano con la bibbia e ti parlano dell'amore di dio per gli uomini. Solo che al posto della bibbia c'ha "Ubik" sottobraccio. Un agente segreto al rovescio. Ascetico come può essere ascetico uno che veste come Borroughs. Colson Whitehead cammina. Ha l'aria di chi è stato in pace con se stesso è poi si è -prosaicamente- rotto i coglioni. "Vediamo di rimescolare un po' il mazzo". La partita immagino sia ancora in corso. E lui, Rick Moody. Uno dovrebbe evitare di raccontare certe cose di sé. Perché il problema poi, è che nessuno riesce più a guardarti senza cercare i segni di quello che ti è accaduto. Di quello che si sa che ti è accaduto. E' una piccola, costante forma di crudeltà autoinflitta. Metti a disposizione una lente che distorcerà la visuale su di te. Forse è quello che desideri. Forse vuoi che anche gli altri ci facciano i conti. Rick Moody ha un passato da alcolista. E la prima cosa, ma proprio la primissima che pensi guardandolo è: si vede. Lo osservi parlare con Marco Cassini che gigioneggia e ti pare quasi di vedergli in mano il bicchiere. La bottiglia prevedibilmente poggiata lì attorno. Legge seduto in una stanza un brano da "La più lucente corona d'angeli in cielo" mentre scorrono le immagini di Manhattan. ("Hank, beccati questa, sfigato sopravvalutato che non sei altro", penso). Moody potrebbe averlo disegnato Clowes, quello di "Ghost World". Un viso perfetto per essere ridotto a pochi tratti di pennarello. Netti, essenziali e tristissimi. Intervalla le frasi con un sorriso impercettibile, di un'amarezza infinita. Mentre legge schianta finestre e scardina porte. Giuro. Un casino. Quando parla è un concentrato di rammarico. Non è -solo- quello che dice. E' il come. Lo vedi malgrado tenga sempre la testa un po' bassa. O forse è che sai delle cose. Delle cose buie e scurissime come quelle che ha raccontato. Le stesse che non ti hanno fatto andare avanti dopo le prime pagine di "Rosso americano", quando hai chiuso il libro e lo hai lanciato sul letto e hai detto "Occhei, basta. Ora basta. Ognuno c'ha i suoi fantasmi e questi sono i miei. Piantiamola qui". Le stesse che ritrovi quando Cassini gli chiede dei Mets. Moody ha un berretto orribile. Prontamente sostituito comprandone uno da un ambulante. Racconta della sua passione per una squadra che perde sempre. Con uno stadio orribile, con una tifoseria sconsolata. Anche Lethem tifa per i Mets. Cassini gli chiede quale posizione occupino ora in classifica, se sono ultimi. Senza fare una piega, come fosse nell'ordine naturale delle cose, Moody risponde. "Sono penultimi, molto vicini ad essere ultimi".




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[info]miic
2005-04-06 08:44 am UTC (link)
serata proficua, insomma ;)

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