| popislove ( @ 2005-04-11 13:03:00 |
| Current mood: | |
| Current music: | Bjork - "Medulla" |
Who is it (?)

Stavo pensando di raccontare una cosa. Stavo pensando di raccontare la
mia città e questi giorni, di spiegare perché tanta indulgenza (le
'indulgenze' studiate a scuola..) mi innervosisce. Stavo pensando a
quando ho ringraziato Miguel Angel Martin per essere così spietato
('sin piedad') e puro. Stavo pensando di raccontare il mio rapporto con
la Chiesa (una, santa, cattolica, apostolica) e la mia 'educazione'
all'odore stantio di tonache e del frusciare di milioni di lire in
rette. Pensavo di raccontare dell'empatia che provoca un corpo morente
e di quella che non viene provocata da altri corpi, morenti o
sofferenti che siano.
Raccontare di come il sottobosco di questa città
viva di vecchiumi rancidi, rancidi come gli angoli bui e sporchi dei
regni dei bottegai: e nulla può essere davvero nuovo, davvero (brr..)
'giovane'. Raccontare come anche per essere 'giovane' devi adeguarti al
vecchio, a quello che è stato. E non nella 'memoria', nel legittimo e
rispettoso ricordo. Ma nella 'forma'. Nel primo e più importante dei
'contenuti'. Stavo pensando al fastidio che provo quando la gente fa a
gara per assistere a un 'evento', quando si rimastica la parola
'miracolo' tanto che il rumore di mascelle e apparati digerenti
sovrasta il piccolo tintinnio di altri minuscoli 'miracoli' quotidiani;
che sarebbero così importanti, che renderebbero più leggere certe vite.
Stavo pensando di provare a raccontare tutto questo. Di dirlo, almeno
qui. Poi ho visto una cosa. Una cosa che si chiama: "The inner part of an animal or plant structure".
E' una cosa che parla di come una persona approccia il fatto di essere
carne, sangue, ossa. E voce. Parla di una donna che si affida
all'intuito e al talento (oltre che a una dose massiccia di
visionarietà e di collaborazioni) per ricostruire la forma-canzone a
partire dal primo suono che impariamo: quello prodotto dalle nostre
corde vocali e dal corpo 'tutto'. Quello che ho visto è il 'making of'
di "Medulla", disco di cui si è scritto tantissimo, che ha prodotto diverbi e fastidi. Disco che tanti hanno bollato come presuntuoso.
Parola che usata al momento giusto riesce a farmi amare ancora di più
quello che già mi cattura. La cosa che molti dimenticano (?) di dire
a proposito di "Medulla" è quanto sia 'sublime'. Una sfida enorme che
nasce da un'idea. Da una sensazione concretizzata in un'idea. Dalle
'viscere' di qualcosa -qualcuno- per arrivare a un risultato che può
piacere o meno ma resta il 'gesto' creativo di un'artista (Bjork) che
cerca di esprimere il suo sentirsi parte di quello che realizza. Parte
della (sua) musica. Il making of è quasi interamente girato nei vari studi di registrazione e quello che sorprende è la fisicità
che viene costantemente ricercata. Da chi 'produce' suoni con la bocca
incollata al microfono fino ai tecnici che spiegano come far coesistere
la miriade di rumori prodotti dalla cavità orale (lo schioccare della
lingua sul palato, i tremolii attraverso le labbra) con la 'pulizia'
del digitale, con le frequenze di tutto il non-organico che è servito
per portare l'idea in concreto a noi in forma di 'disco'. Il 'vecchio',
anzi: l'ancestrale del gesto
fisico del 'cantare', tradotto in 'nuovo'. Un miracolo, a pensarci.
"Carne, sangue e ossa" -come ripete Bjork nell'intervista che
inframmezza il video- che generano 'voci', declinate fino a farsi
musica. Percussività e melodia. Dal basso verso l'alto
in un movimento che non prevede tramiti se non quello dell'ispirazione
di un talento 'al servizio' di quanto viene proposto. Dell'idea. "Who is it, that never lets you down?"
canta Bjork e parla di maternità e 'spiega' i suoni, ai vari artisti
che collaborano con lei, muovendo le mani nell'aria e facendo dei
rumori mentre spalanca gli occhi. Quelli rispondono con una parola, una
soltanto. E lei: "Esatto!" e poi il suono, la voce, esce così come possiamo sentirla ora. Così come l'idea prevedeva, forse già includeva, in qualche modo. Applaude e ride, Bjork, alla fine di ogni sessione. La voce è 'uscita'. E tutto questo è un piccolo miracolo.
Who is it, that never lets you down?
Bjork si torce le mani mentre canta "Oceania". Mentre "sangue, carne e ossa" cantano "Oceania" con quello stiracchiarsi della voce sulla e e sulla i. Dove sono davvero i miracoli?
Sublime: [su-blì-me] Dal lat. subli¯me(m), comp. di su°b 'dal basso in alto' e li¯mus 'obliquo'; propr. 'che sale in linea obliqua'
1 (filos.) concetto dell'estetica antica, ripreso
successivamente soprattutto in età romantica, che identifica la
perfezione dell'opera d'arte con il vigore della passione e dello stile;
Who is it..?